sabato 10 novembre 2012
La mia Alta Pusteria (e un Festival da segnalare)
[Scritto il 24 agosto 2012]
Di ritorno dalle vacanze a Villabassa, in Alta Pusteria, voglio segnalare tra le tante iniziative proposte e organizzate fino al confine austriaco di Passo alla Drava, un singolare e
bellissimo Festival Corale Internazionale.
Ogni anno a fine giugno l’Alta Val Punteria con centro a Dobbiaco e San Candido si trasforma in un mondo di suoni e diverse culture che offre a tanti cori provenienti da tutto il mondo la possibilità di esibirsi ed incontrarsi.
Dal 1998 hanno partecipato al festival ben 800 cori con oltre 30.000 interpreti.
I luoghi dove si tengono i concerti sono tanti ed il repertorio vasto, con coristi in costumi tradizionali e pittoreschi.
Anche quest’anno la manifestazione si è svolta nelle sale da concerto, nei Castelli, nelle Piazze, nelle Chiese, nei Rifugi, all’aperto davanti allo spettacolo unico e meraviglioso delle Dolomiti, patrimonio dichiarato dell’Umanità.
Il repertorio è veramente eccezionale per la stessa natura vasta della musica Corale: brani sacri, canti di montagna, folcloristici, operistici, allegri, ispirati, struggenti cantati da adulti, ragazzi, bambini di molte nazionalità.
Tutta una serie di manifestazioni collaterali serve a promuovere scambi tra interpreti molto diversi di lingue italiana, inglese, tedesca , francese ed altre.
Particolare poi è la ”Choirparade”, la tradizionale sfilata dei coristi per il centro di San Candido che si svolge sempre in chiusura della manifestazione di sabato e che propone un concerto di tutti i circa 3.000 partecipanti nella piazza del Magistrato a San Candido, durante il quale tutti cantano la famosa aria ”Va Pensiero” dal Nabucco di Verdi: un vero avvenimento da non perdere per l’intensita’ emotiva che procura a contatto delle Cime Dolomitiche e per il
significato storico che assume in una zona del confine italiano cosi’ tormentato!
Il festival di musica corale, come quello dedicato a Mahler è divenuto un appuntamento costante della Valle anche se l’idea è nata a Roma dal maestro Stefano Gentili che della montagna si è innamorato e ha trasferito la proposta in Alto Adige.
Ha dichiarato che ascoltare un coro di un certo paese è idealmente trasferirsi nel loro paese attraverso la tradizione musicale.
Devo dire che l’esperienza ripetuta nel giugno scorso mi ha lasciato un sentimento di ammirazione per chi si impegna tanto a far godere buona musica in un contesto naturale e in una cornice veramente spettacolare. Riassumere è difficile, bisognerebbe
esserci per verificare...
I Giardini Reggiani
UCIIM E CLUB UNESCO
hanno dedicato quattro date a trattare presso il Centro Giovanni
XXIII di Reggio Emilia, con tre conferenze ed una tavola
rotonda , l’argomento del “Verde” ed in
particolare dei “GIARDINI REGGIANI”.
La
storia dell’Uomo inizia da un giardino, quello dell’Eden e la nostalgia resta. Ed è cosi’ che una delle più caratteristiche peculiarità di ogni civiltà è sempre quella dei giardini: ne è piena la mitologia greca, le
archeologie di tutti i continenti, la
realtà delle nostre epoche storicizzate, la lodevole intenzione dei nostri
amministratori.
Le prime tre conferenze organizzate sono state ben
illustrate, storicamente rilevanti,ambientate a Reggio ed anche fuori, quando necessario per i confronti, come
ha trattato l’arch. Anna Lambertini, docente a Firenze.
Molto interessanti le
esposizioni tenute insieme dal
Presidente degli Architetti Baricchi e dalla dott. Minelli agronoma che hanno
mostrato immagini significative dei giardini di ville a partire dal ‘500 fino ai giardini
segreti dei nostri giorni.
E’ stata fatta storia ma anche botanica sulle piante
del nostro territorio. Si è parlato del giardino “francese “ e di quello "all'inglese” e poi di
elementi dei nostri italiani.
Non solo Reggio con la sua campagna e le sue Ville ma tutta l’Italia è ricca di famosi giardini e parchi dal Nord fino al Sud e le Isole, ammirati e visitati in ogni stagione.
In questi giorni si sta concludendo al Palazzo Ducale di
Sassuolo la mostra sui Capolavori della Galleria Estense di Modena protetti dal terremoto recente in
Emilia :visitandola si può ammirare quello che gli Estensi hanno fatto progettare dal
Vigarani e come fosse l’immenso parco che circonda la Reggia che oltre il verde e i grandi
cipressi si estendeva un tempo fino alle colline per una lunghezza di quasi 12 chilometri!
La tavola rotonda
con i relatori Anna Campeol, Walter Baricchi, Alberto Bercianti coordinati da Gianni Montanari ha
presentato l’attuale documentazione, richiesta dalle Autorità competenti per stabilire vincoli sull’esistente e limitazioni sul
futuribile verde.
E’ stato detto che tutti i corsi d’acqua della provincia sono stati mappati per tutelarli. I prati stabili, tipici del
reggiano le valli di Novellara sono stati citati senza nascondere le
difficolta’ nel preservarli.
Purtroppo per
mancanza di tempo gli interventi seguiti al dibattito non hanno
permesso di elencare ed osservare
quanti problemi ci sarebbero da considerare nella città e
provincia.
Abbiamo la zona dell’ex Manicomio fonte di polemiche per l’abbandono e cosi’ il Parco Ottavi, i
nostri bellissimi Giardini Pubblici sono citati per essere mal frequentati. e poi dentro i
chiostri di San Pietro ci starebbe bene il verde Valle Re, zona verde
caratteristica per le risorgive e per la campagna circostante, nonchè il
complesso edilizio dell’agronomo Filippo Re sono poco considerate, cosi’
le vecchie case coloniche di tenute agricole vanno purtroppo in rovina
cancellando le radici del nostro passato.
Auguriamoci che i nostri legislatori
possano pensarci!
Auspichiamo infine che l’iniziativa UCIIM e Club UNESCO affrontino
un approfondimento ulteriore delle tematiche sollevate dai relatori.
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