UCIIM E CLUB UNESCO
hanno dedicato quattro date a trattare presso il Centro Giovanni
XXIII di Reggio Emilia, con tre conferenze ed una tavola
rotonda , l’argomento del “Verde” ed in
particolare dei “GIARDINI REGGIANI”.
La
storia dell’Uomo inizia da un giardino, quello dell’Eden e la nostalgia resta. Ed è cosi’ che una delle più caratteristiche peculiarità di ogni civiltà è sempre quella dei giardini: ne è piena la mitologia greca, le
archeologie di tutti i continenti, la
realtà delle nostre epoche storicizzate, la lodevole intenzione dei nostri
amministratori.
Le prime tre conferenze organizzate sono state ben
illustrate, storicamente rilevanti,ambientate a Reggio ed anche fuori, quando necessario per i confronti, come
ha trattato l’arch. Anna Lambertini, docente a Firenze.
Molto interessanti le
esposizioni tenute insieme dal
Presidente degli Architetti Baricchi e dalla dott. Minelli agronoma che hanno
mostrato immagini significative dei giardini di ville a partire dal ‘500 fino ai giardini
segreti dei nostri giorni.
E’ stata fatta storia ma anche botanica sulle piante
del nostro territorio. Si è parlato del giardino “francese “ e di quello "all'inglese” e poi di
elementi dei nostri italiani.
Non solo Reggio con la sua campagna e le sue Ville ma tutta l’Italia è ricca di famosi giardini e parchi dal Nord fino al Sud e le Isole, ammirati e visitati in ogni stagione.
In questi giorni si sta concludendo al Palazzo Ducale di
Sassuolo la mostra sui Capolavori della Galleria Estense di Modena protetti dal terremoto recente in
Emilia :visitandola si può ammirare quello che gli Estensi hanno fatto progettare dal
Vigarani e come fosse l’immenso parco che circonda la Reggia che oltre il verde e i grandi
cipressi si estendeva un tempo fino alle colline per una lunghezza di quasi 12 chilometri!
La tavola rotonda
con i relatori Anna Campeol, Walter Baricchi, Alberto Bercianti coordinati da Gianni Montanari ha
presentato l’attuale documentazione, richiesta dalle Autorità competenti per stabilire vincoli sull’esistente e limitazioni sul
futuribile verde.
E’ stato detto che tutti i corsi d’acqua della provincia sono stati mappati per tutelarli. I prati stabili, tipici del
reggiano le valli di Novellara sono stati citati senza nascondere le
difficolta’ nel preservarli.
Purtroppo per
mancanza di tempo gli interventi seguiti al dibattito non hanno
permesso di elencare ed osservare
quanti problemi ci sarebbero da considerare nella città e
provincia.
Abbiamo la zona dell’ex Manicomio fonte di polemiche per l’abbandono e cosi’ il Parco Ottavi, i
nostri bellissimi Giardini Pubblici sono citati per essere mal frequentati. e poi dentro i
chiostri di San Pietro ci starebbe bene il verde Valle Re, zona verde
caratteristica per le risorgive e per la campagna circostante, nonchè il
complesso edilizio dell’agronomo Filippo Re sono poco considerate, cosi’
le vecchie case coloniche di tenute agricole vanno purtroppo in rovina
cancellando le radici del nostro passato.
Auguriamoci che i nostri legislatori
possano pensarci!
Auspichiamo infine che l’iniziativa UCIIM e Club UNESCO affrontino
un approfondimento ulteriore delle tematiche sollevate dai relatori.
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