sabato 10 novembre 2012

I Giardini Reggiani


UCIIM E CLUB UNESCO  hanno dedicato quattro date a trattare presso il Centro Giovanni XXIII  di Reggio Emilia, con tre conferenze ed una tavola rotonda , l’argomento del “Verde” ed in particolare dei “GIARDINI REGGIANI”. 

La storia dell’Uomo inizia da un giardino, quello dell’Eden e la nostalgia resta. Ed è cosi’ che una delle più caratteristiche peculiarità di ogni civiltà è sempre quella dei giardini: ne è piena la mitologia greca, le archeologie di tutti i continenti, la realtà delle nostre epoche storicizzate, la lodevole intenzione dei nostri amministratori. 

Le prime tre conferenze organizzate sono state ben illustrate, storicamente rilevanti,ambientate a Reggio ed anche fuori, quando necessario per i confronti, come ha trattato l’arch. Anna Lambertini, docente a Firenze. 

Molto interessanti le esposizioni tenute insieme dal Presidente degli Architetti Baricchi e dalla dott. Minelli agronoma che hanno mostrato immagini significative dei giardini di ville a partire dal ‘500 fino ai giardini segreti dei nostri giorni. 
E’ stata fatta storia ma anche botanica sulle piante del nostro territorio. Si è parlato del giardino “francese “ e di quello "all'inglese” e poi di elementi dei nostri italiani. 

Non solo Reggio con la sua campagna e le sue Ville ma tutta l’Italia è ricca di famosi giardini e parchi dal Nord fino al Sud e le Isole, ammirati e visitati in ogni stagione. 

In questi giorni si sta concludendo al Palazzo Ducale di Sassuolo la mostra sui Capolavori della Galleria Estense di Modena protetti dal terremoto recente in Emilia :visitandola si può ammirare quello che gli Estensi hanno fatto progettare dal Vigarani e come fosse l’immenso parco che circonda la Reggia che oltre il verde e i grandi cipressi si estendeva un tempo fino alle colline per una lunghezza di quasi 12 chilometri!

La tavola rotonda  con i relatori Anna Campeol, Walter Baricchi, Alberto Bercianti coordinati da Gianni Montanari  ha presentato l’attuale documentazione, richiesta dalle Autorità competenti per stabilire vincoli sull’esistente e limitazioni sul futuribile verde.

E’ stato detto che tutti i corsi d’acqua della provincia sono stati mappati  per tutelarli. I prati stabili, tipici del reggiano le valli di Novellara sono stati citati senza nascondere le difficolta’ nel preservarli.

Purtroppo per  mancanza di tempo gli interventi seguiti al dibattito non hanno permesso di elencare  ed osservare quanti problemi ci sarebbero da considerare nella città e provincia.

Abbiamo la zona dell’ex Manicomio fonte di polemiche per l’abbandono e cosi’ il Parco Ottavi, i nostri bellissimi Giardini Pubblici sono citati per essere mal frequentati. e poi dentro i chiostri di San Pietro ci starebbe bene il verde Valle Re, zona verde caratteristica per le risorgive e per la campagna circostante, nonchè il complesso edilizio dell’agronomo Filippo Re sono  poco considerate, cosi’ le vecchie case coloniche di tenute agricole vanno purtroppo in rovina cancellando le radici del nostro passato.

Auguriamoci che i nostri legislatori possano pensarci! 

Auspichiamo infine che l’iniziativa UCIIM e Club UNESCO affrontino un approfondimento ulteriore delle tematiche sollevate dai relatori.

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